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giovedì 22 ottobre 2009

La piccola Soom









Durante il pranzo Paul ha avuto occasione di raccontarmi alcune delle storie dei bambini orfani, prima di arrivare al centro sociale.

Ebbene, se uno pensa che il fatto di crescere in un orfanotrofio sia di per sè problematico è perchè non sa cosa può avvenire 'al di fuori' di esso.

Tra svariate storie di "normale crudeltà" in un mondo difficile verso i piccoli non autosufficienti, quella che mi ha colpito di più è quella di Soom (sopra in foto).

Tra le ragazze è la più piccola. I pochi bambini meno alti di lei, ancora fanno fatica a camminare. Quando messi in ordine di altezza, Soom è la prima della fila.
E' difficile anche riuscire ad immaginare come possa essere stata messa veramente in atto una tale brutalità con un essere così minuscolo...

Ebbene Soom è stata violentata da parenti interni alla famiglia!
A mano di sei anni può già vantarsi di questo per-nulla-invidiabile record.

In questo senso, lei è stata "salvata" dall'HIV. Una volta scoperta la sua infezione le autorità hanno deciso di portarla al centro per farla curare, allontanandola dalla famiglia...

giovedì 15 ottobre 2009

Jessi è partita

Questa settimana il padre Australiano di Jessi ha vissuto al centro dei camilliani.

Era arrivato circa una settimana prima, ma era rimasto a Pattaya con un suo amico...
...e questo per chi conosce il posto citato dice già molto.


Qui è stato presente per seguire le procedure operative che la bambina deve assolutamente seguire per non ritornare in AIDS (com'era quando è stata presa dal centro un anno e mezzo fa) e per far tradurre le cartelle mediche in inglese, in modo da poterle consegnare ai medici australiani.

Normalmente dire che una orfana è stata ripresa dai propri genitori dovrebbe essere una bella notizia, ma in questo caso alcuni presupposti ci danno l'impressione che lasciare l'orfanotrofio potrebbe essere un male per lei:

  1. la bambina ha bisogno di cure rigorose con le pillole giuste prese al momento giusto della giornata, che sia il mattino, il pomeriggio o la sera
  2. il padre al momento non ha un lavoro vero (voleva vendere il cellulare per recuperare un centinaio di euro)
  3. l'idea del padre è quella di affidare la bambina ad una filippina che vuole prendere in moglie e che NON hai mai VISTO la bimba.
... lascio aperto ogni commento.

sabato 3 ottobre 2009

Jessi, la bambina australiana


Jessi, (davanti nella foto) tra i bambini dell'orfanotrofio, si distingue come un merlo bianco. E' meticcia.
E' figlia di una relazione tra un Australiano ed una 'ragazza di mestiere' di Pattaya.

Dopo essere nata è stata con la madre per 3 anni, la madre ha tentato il suicidio.
In un certo senso ci è riuscita: è morta mentre tentavano di portarla in ospedale per curarla.

La madre era sieropositiva e la figlia ha ereditato l'immuno deficenza. Quando Jessi è arrivata al centro era in pieno stato di AIDS, una qualsiasi infezione e sarebbe morta.

Il padre non si sa se ha un lavoro. Dopo la morte della madre si era rifiutato di prendersi a carico della bambina e quindi ora risiede all'orfanotrofio da un anno e mezzo.

Oggi le notizie dicono che sembra che lui abbia scoperto che può richiedere dei soldi al welfare australiano per mantenere la bambina e che quindi abbia deciso di venire a riprenderla.